In Tanzania

Nome completo: Repubblica Unita di Tanzania
Nome ufficiale: Jamhuri ya Muungano wa Tanzania, United Republic of Tanzania
Capitale: Dodoma  (215.000 ab.)
Lingue ufficiali: Swahili, Inglese (ufficiale)

Flag_of_Tanzania.svg

Bandiera della Tanzania

Forma di governo: Repubblica presidenziale
Capo di Stato: Jakaya Kikwete
Capo di Governo: Mizengo Kayanza Peter Pinda
Indipendenza: dal Regno Unito 9 dicembre 1961 (Tanganika); 10 dicembre 1963 (Zanzibar); 26 aprile 1964 (unificazione)
Ingresso nell’ONU: 14 dicembre 1961

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Stemma della Tanzania

Superficie Totale: 945.090 km² (31º)
Popolazione Totale: 44.841.226 ab. (2012) (30º)
Densità: 50 ab./km²
Confini: a nord con Kenya e Uganda, a ovest con Ruanda, Burundi e Repubblica Democratica del Congo, e a sud con Zambia, Malawi e Mozambico. A est è bagnata dall’Oceano Indiano.

tanzania_Map

Mappa della Tanzania

Fuso orario: UTC +3. Dall’Italia: + 2 ore quando è in vigore l’ora solare; + 1 ora quando è in vigore l’ora legale.
Valuta: Scellino tanzaniano
Prefisso tel.: +255 (007 dal Kenya e dall’Uganda)
Sigla automobilistica: EAT

Religione: A livello religioso, secondo i dati CIA, i Cristiani (Cattolici e Protestanti quasi a pari livelli) costituiscono ormai il 35% della popolazione, seguiti dai Musulmani (35%) e dai seguaci delle religioni tradizionali (ridotti al 30%). A Zanzibar prevalgono invece nettamente i Musulmani (99%), seguiti dai Cristiani (1%). Tuttavia un recente studio dello statunitense United States Bureau of Democracy, Human Rights, and Labor per il 2009 suggerisce che ormai il 62% della popolazione sia cristiana, con un 35% di Musulmani e 3% di altre religioni

Etnie: La maggioranza degli abitanti appartiene a etnie di ceppo bantu, come sukuma, nyamwezi, hehe-bena, gogo, bahaya, makonde, chagga, ha e nyakyusa. Fra le etnie nilotiche si trovano i nomadi masai e i luo; entrambi i gruppi sono presenti numerosi nel confinante Kenya. Gruppi che parlano lingue cuscitiche risiedono specialmente nella Regione del Manyara. Due piccole tribù aborigene appartengono alla famiglia khoisan. Ogni gruppo etnico ha la propria lingua, ma la lingua nazionale è lo swahili, una lingua di origine Bantu con forti influenze arabe ed ora inglesi. La maggior parte della popolazione dell’isola di Zanzibar è originaria della terraferma tranne un gruppo, gli shirazi, le cui origini sono state fatte risalire ai primi coloni persiani dell’isola. Ma quasi tutti hanno una forte percentuale di sangue arabo. I residenti non africani della terraferma e di Zanzibar costituiscono l’1% della popolazione e sono costituiti soprattutto da indo-pakistani, arabi ed europei.

Clima: La Tanzania ha un clima tropicale. Negli altipiani le temperature variano tra i 10 e i 20 °C rispettivamente durante le stagioni fredde e calde. La parte restante del paese presenta temperature che raramente scendono sotto i 20 °C. Il periodo più caldo va da novembre a febbraio (25-31 °C), mentre il periodo più freddo si verifica tra maggio e agosto (15-20 °C). Il clima è fresco nelle regioni di alta montagna. La Tanzania può essere divisa in due regioni in base alle precipitazioni. La prima, che caratterizza il sud, il sud-ovest, e la parte centro-occidentale del paese, vede la stagione delle piogge nel periodo dicembre-aprile. La seconda, che si trova nel nord e sulla costa settentrionale, prevede due stagioni delle piogge, rispettivamente ottobre-dicembre (definite le lunghe piogge o Masika) e marzo-maggio (definite le piogge brevi o Vuli).

Morfologia: Con 947.300 km², la Tanzania è il 31º Paese più grande del mondo. È paragonabile per dimensioni alla Nigeria, circa tre volte l’Italia. La Tanzania è prevalentemente montuosa nel nord-est, dove si trova il Kilimangiaro,[6], la vetta più elevata dell’Africa e le Pare Mountains. Nella stessa regione si trova anche il monte Meru. Nel nord e nell’ovest si estende la regione dei Grandi Laghi, tra cui il Lago Vittoria (il lago più grande dell’Africa) e il lago Tanganica (lago più profondo dell’Africa, noto per le sue specie di pesci endemici). Un altro lago è il Natron, caratterizzato dalle acque saline, e situato nella Rift Valley vicino al confine con il Kenia. La Tanzania centrale si conforma come un vasto altopiano, con pianure e aree seminative. La costa orientale che si affaccia sull’Oceano Indiano è calda e umida. L’isola di Zanzibar si trova di fronte alla costa orientale. La Tanzania possiede molti grandi parchi naturali ecologicamente significativi, tra cui il famoso Ngorongoro, il Parco nazionale del Serengeti nel nord; la Riserva del Selous e il Parco nazionale di Mikumi, nel sud; il Parco nazionale di Gombe ad ovest, noto per gli studi del dr. Jane Goodall sul comportamento degli scimpanzé. Il punto più rilevante dell’idrografia del Tanzania è il lago Vittoria, sul confine tra Tanzania, Kenya ed Uganda; è il lago più esteso dell’Africa e qui sono identificate le sorgenti del Nilo. A sud-ovest di questo, sul confine con la Repubblica Democratica del Congo, c’è il lago Tanganica; è considerato il secondo lago più vecchio al mondo (ed il secondo per profondità) dopo il lago Baikal in Siberia. Sul confine con lo Zambia si trovano le Cascate Kalambo, zona di grande interesse archeologico poiché vi sono stati trovati i primi segni dell’uso del legno degli alberi da parte dell’uomo.

STORIA

In Tanzania sono stati ritrovati alcuni dei più antichi reperti fossili umani. La Gola di Olduvai, in particolare, è stata resa celebre dagli scavi di Louis Leakey e altri.

Si ritiene che circa 10.000 anni fa la Tanzania fosse abitata da una popolazione nativa di cacciatore-raccoglitore di ceppo linguistico khoisan. Intorno a 5.000 anni fa immigrarono nella regione gruppi di lingua cuscitica, che introdussero l’agricoltura e l’allevamento. In tempi ancora più recenti la Tanzania fu colonizzata dai bantu provenienti dall’Africa occidentale (Nigeria-Camerun), che oggi costituiscono il gruppo etnico principale.

All’inizio del secondo millennio a.C. sulle coste della Tanzania sull’Oceano Indiano iniziarono a nascere insediamenti commerciali persiani e arabi. Poi l’interscambio culturale fra arabi e bantu contribuì in gran parte a formare la cultura odierna della regione, e tra l’altro portò alla nascita della lingua swahili, oggi lingua ufficiale della Tanzania. Il commercio di risorse provenienti dall’entroterra africano (avorio, oro e in seguito anche schiavi) consenti agli insediamenti arabo-persiani di fiorire, trasformandosi in vere e proprie città, come Kilwa; complessivamente, questa epoca di grande sviluppo viene ricordata col nome di epoca shirazi (“epoca persiana”). I rapporti fra bantu e arabi continuarono a essere determinanti per la costa della Tanzania orientale per gran parte del millennio. Nel 1840 Zanzibar divenne capitale di un potente sultanato, legato a quello di Oman. Gli arabi portarono in Africa Orientale la loro cultura, il loro alfabeto, la loro letteratura, l’Islam e coltivazioni come i chiodi di garofano.

Gli europei, e in particolare i portoghesi, tentarono una prima colonizzazione della costa orientale dell’odierna Tanzania verso l’inizio del XVI secolo, venendo poi scacciati dagli arabi. L’interesse dell’Europa si riaccese solo verso il XIX secolo. I buoni rapporti fra il sultanato di Zanzibar e l’Europa consentirono a esploratori tedeschi, britannici e di altre potenze europee di dare vita a una serie di missioni esplorative nell’entroterra africano a partire dalla costa orientale. Nel 1848 il tedesco Johannes Rebmann fu il primo europeo a vedere il Kilimanjaro; nove anni dopo, Richard Francis Burton e John Speke giunsero sulle sponde del lago Tanganica. Fu anche in questo periodo che David Livingston intraprese le sue celebri missioni alla ricerca delle sorgenti del Nilo. Agli esploratori seguirono i missionari.

Verso la fine del XIX secolo le diverse potenze europee iniziarono a consolidare le proprie posizioni nell’area in ottica coloniale. Nel 1884 il tedesco Karl Peters convinse diverse tribù della regione dei Grandi Laghi ad accettare l’autorità della Germania, e dopo la Conferenza di Berlino del 1885 l’odierna Tanzania continentale (insieme con gli attuali Ruanda e Burundi) divenne formalmente Africa Orientale Tedesca. Nel 1890 venne firmato il Trattato di Helgoland-Zanzibar, col quale Zanzibar diventava protettorato britannico.

L’amministrazione tedesca portò un periodo di grande sviluppo, costruendo infrastrutture e introducendo nuovi tipi e nuove tecniche di coltivazione; allo stesso tempo, essa fu anche estremamente rigida nei confronti della popolazione locale, soffocando nel sangue diversi tentativi di rivolta fra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo. Alla fine della prima guerra mondiale, l’Africa Orientale Tedesca fu occupata dagli inglesi, dopo un lungo periodo di guerra e guerriglia.

Al termine della grande guerra, la Lega delle Nazioni assegnò al Regno Unito gran parte dell’ex Africa Orientale Tedesca col nome di Tanganica. Il mandato britannico fu trasformato in amministrazione fiduciaria nel 1946. Dopo la seconda guerra mondiale, comunque, iniziò il processo che avrebbe portato all’indipendenza. Fra i principali attori di questo processo ci fu il movimento politico Tanganyika African National Union (TANU), fondato da Julius Nyerere.

Nel 1961 il Tanganica ottenne l’indipendenza dal Regno Unito, sotto la guida del TANU di Nyerere. Il Tanganica divenne repubblica ed entrò nel Commonwealth nel 1962. Nel 1963 anche Zanzibar ottenne l’indipendenza, e l’anno successivo il TANU e l’Afro-Shirazi Party (ASP), il partito di governo di Zanzibar, decisero di unire i rispettivi paesi in una repubblica federale, dando vita all’odierna Repubblica Unita di Tanzania.

Sotto l’amministrazione di Nyerere, la Tanzania assunse inizialmente un assetto politico ed economico basato su una forma di socialismo agricolo chiamato ujamaa. La costituzione della Tanzania venne modificata nel 1965 per formalizzare la situazione de facto del paese, ovvero l’egemonia di un unico partito politico, il Chama Cha Mapinduzi (CCM) nato dalla fusione di TANU e ASP. Nel 1979 la Tanzania fu coinvolta nella guerra con l’Uganda di Idi Amin. All’inizio degli anni novanta, il presidente Ali Hassan Mwinyi, succeduto a Nyerere, intraprese una serie di profonde riforme del paese, abbandonando gradualmente l’impianto socialista dell’Ujamaa e introducendo il multipartitismo. Le successive consultazioni elettorali confermarono comunque il CCM stabilmente al governo del paese, pur con qualche contestazione; in particolare, nel 2001 il risultato delle consultazioni politiche dell’anno precedente portò a un periodo di scontri fra la polizia e movimenti indipendentisti di Zanzibar. Ben più problematiche le elezioni del 2010.

Fonte – Wikipedia

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